Incentivi fiscali per chi investe in startup innovative
Detrazione IRPEF del 65% in de minimis, regime ordinario del 30% e sua sospensione nel 2026: limiti, condizioni e un esempio di calcolo per chi investe.
Chi investe nel capitale di una startup innovativa può detrarre dall'IRPEF il 65% della somma investita, fino a un investimento massimo di 100.000 euro l'anno, a condizione di mantenere la partecipazione per almeno tre anni: è il regime de minimis previsto dall'articolo 29-bis del decreto-legge 179/2012. Esiste poi il regime ordinario del 30% (articolo 29), che però dipende da un'autorizzazione europea scaduta il 31 dicembre 2025 ed è quindi sospeso: alla data di aggiornamento il Governo ha avviato la notifica del rinnovo alla Commissione europea, con l'obiettivo di coprire anche gli investimenti fatti dal 1° gennaio 2026, ma prima di contarci conviene verificarne lo stato sul sito del MIMIT.
Il regime de minimis al 65%
È l'incentivo oggi pienamente operativo per le persone fisiche. Le regole essenziali:
- Chi ne beneficia. Persone fisiche che investono al di fuori dell'attività d'impresa.
- In quali società. Startup innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese e non oltre il terzo anno di iscrizione. Dal 2025 non vale più per gli investimenti in PMI innovative.
- Come. Sottoscrivendo un aumento di capitale, direttamente (anche tramite una piattaforma di equity crowdfunding) oppure attraverso organismi di investimento collettivo che investono prevalentemente in startup innovative.
- Quanto. Detrazione del 65% su un investimento massimo di 100.000 euro per periodo d'imposta, quindi fino a 65.000 euro di detrazione.
- Limite di partecipazione. Dopo l'investimento la partecipazione non deve superare il 25% del capitale o dei diritti di governance.
- Durata minima. La partecipazione va mantenuta per almeno tre anni; se la si cede prima, si perde il beneficio e si restituisce l'imposta risparmiata con gli interessi legali.
- Tetto per la startup. Trattandosi di un aiuto de minimis (Regolamento UE 2023/2831), ogni startup non può ricevere più di 300.000 euro di aiuti di questo tipo in tre esercizi: il risparmio fiscale concesso ai suoi investitori consuma questo plafond.
- Procedura. È la startup, non l'investitore, a presentare prima dell'investimento l'istanza sulla piattaforma dedicata del MIMIT, gestita da Invitalia, che verifica la capienza del plafond. L'investitore conserva la documentazione rilasciata dalla società. Tutte le informazioni ufficiali sono sulla pagina del MIMIT sugli incentivi de minimis.
Se la detrazione supera l'imposta. Dal 2025 la parte di detrazione che eccede l'IRPEF lorda dell'anno si trasforma in un credito d'imposta, utilizzabile nella dichiarazione dei redditi o in compensazione con il modello F24 (codice tributo 7076, istituito con la risoluzione 30/E del 2025 dell'Agenzia delle Entrate). Prima, l'eccedenza poteva andare persa.
Il regime ordinario al 30%
L'articolo 29 prevede:
- per le persone fisiche, una detrazione IRPEF del 30% su un investimento massimo di 1 milione di euro l'anno;
- per le società, una deduzione dal reddito imponibile IRES del 30% su un investimento massimo di 1,8 milioni di euro l'anno;
- l'obbligo di mantenere l'investimento per almeno tre anni.
Il regime riguarda startup innovative e PMI innovative, ma costituisce un aiuto di Stato e la sua efficacia è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea. L'autorizzazione precedente è scaduta a fine 2025 e non è stata rinnovata in tempo: la norma non è stata abrogata ma è rimasta sospesa. A giugno 2026 il Governo ha comunicato di aver avviato la notifica del nuovo regime, puntando alla retroattività dal 1° gennaio 2026. Finché il via libera non è definitivo, chi investe nel 2026 dovrebbe considerare il 30% come un beneficio possibile ma non garantito.
Un esempio di calcolo
Giulia, lavoratrice dipendente, investe 40.000 euro nel round seed di una startup innovativa iscritta nella sezione speciale da due anni, ottenendo una quota del 2%. La startup ha presentato l'istanza sulla piattaforma prima della sottoscrizione.
- Detrazione spettante: 65% di 40.000 = 26.000 euro.
- IRPEF lorda di Giulia nell'anno: 18.000 euro. La detrazione azzera l'imposta.
- Eccedenza: 26.000 − 18.000 = 8.000 euro, che diventano credito d'imposta utilizzabile negli anni successivi o in compensazione.
- Esposizione netta sull'investimento: 40.000 − 26.000 = 14.000 euro.
Se nel secondo anno la startup venisse acquisita e Giulia vendesse la sua quota, perderebbe l'agevolazione e dovrebbe restituire il beneficio con gli interessi. Se invece la startup fallisse, l'incentivo avrebbe ridotto la perdita, non l'avrebbe eliminata: investire in startup resta un'attività ad alto rischio, e la detrazione non cambia questo dato.
Quando la partecipazione viene venduta, l'eventuale plusvalenza è tassata di regola con l'imposta sostitutiva del 26% prevista per le persone fisiche.
Checklist prima di investire
- La società è iscritta nella sezione speciale come startup innovativa? Da quanto tempo? Verificalo sul Registro delle imprese.
- La startup ha presentato l'istanza de minimis e c'è plafond disponibile?
- Lo strumento è un vero conferimento di capitale? Somme versate tramite SAFE, prestiti convertibili o strumenti non ancora convertiti potrebbero non dare diritto all'incentivo finché non diventano capitale: approfondisci nella guida su SFP, convertibili e SAFE.
- Dopo l'operazione la tua quota resta sotto il 25%?
- Sei disposto a non vendere per almeno tre anni, anche in caso di offerta di acquisto?
- Hai conservato delibera, ricevuta del versamento e certificazione rilasciata dalla società?
Errori comuni
- Firmare e bonificare prima dell'istanza. Nel regime de minimis la domanda della startup deve precedere l'investimento.
- Dare per scontato il 30%. Nel 2026 il regime ordinario è in attesa di autorizzazione: non basare i tuoi calcoli su quella detrazione.
- Ignorare l'anzianità della startup. Il 65% vale solo fino al terzo anno di iscrizione nella sezione speciale.
- Superare la soglia del 25%. Un business angel molto coinvolto nel pre-seed può superarla senza accorgersene.
- Pensare che l'exit non conti. Una vendita entro tre anni, anche per un'exit vantaggiosa, fa decadere il beneficio.
Dove trovare le startup su M63
Sulla directory di M63 puoi consultare le startup italiane, i loro round e gli investitori che le hanno finanziate; nel Funding Report trovi l'andamento degli investimenti anno per anno.
Le norme fiscali sugli investimenti in startup sono cambiate più volte negli ultimi anni: prima di investire verifica la tua situazione con un commercialista.