Aumento di capitale
Anche detto: capital increase, aumento di capitale a pagamento, sovrapprezzo.
L'aumento di capitale è l'emissione di nuove quote o azioni da parte di una società, sottoscritte da soci o nuovi investitori in cambio di un conferimento: in Italia è lo strumento più comune per chiudere un round.
Nelle SRL l'aumento a pagamento modifica l'atto costitutivo: lo delibera l'assemblea dei soci con verbale redatto da un notaio (artt. 2479-bis, 2480 e 2481 c.c.), salvo che lo statuto attribuisca questa facoltà agli amministratori. Per legge i soci esistenti hanno il diritto di sottoscrivere le nuove quote in proporzione a quelle possedute (art. 2481-bis c.c.). Per riservare l'aumento a un investitore esterno occorre che l'atto costitutivo lo consenta, e i soci che non hanno approvato la decisione possono recedere; nella prassi i soci votano a favore e rinunciano a sottoscrivere.
Il prezzo pagato dall'investitore si divide in valore nominale e sovrapprezzo. Esempio: una SRL con capitale di 10.000 euro e valutazione pre-money di 2 milioni raccoglie 500.000 euro. Il nuovo socio ottiene il 20% post-money: il capitale sale a 12.500 euro (2.500 euro di nominale) e i restanti 497.500 euro vanno a riserva sovrapprezzo. I founder passano dal 100% all'80%: è la diluizione.
La delibera fissa anche il termine per la sottoscrizione e stabilisce se l'aumento è scindibile, cioè efficace anche se sottoscritto solo in parte, come avviene di solito nelle campagne di equity crowdfunding.