Come trovare investitori per una startup in Italia

Business angel, fondi di venture capital, reti e piattaforme: come individuare gli investitori giusti per la tua startup e come contattarli.

Per trovare investitori per una startup bisogna prima capire quale tipo di investitore è coerente con lo stadio e l'importo del round, poi costruire una lista mirata di nomi che hanno già investito in aziende simili e infine contattarli, se possibile facendosi presentare da qualcuno che conoscono. Mandare lo stesso messaggio a centinaia di contatti casuali raramente funziona: conta la pertinenza, non il volume.

Chi sono gli investitori e cosa cercano

  • Business angel. Persone fisiche che investono il proprio denaro, di solito tra qualche migliaio e qualche centinaio di migliaia di euro per operazione. Decidono in fretta, spesso sulla base della fiducia nei fondatori, e intervengono soprattutto nel pre-seed e nel seed. In Italia molti operano all'interno di reti e club che organizzano sessioni periodiche di presentazione.
  • Fondi di venture capital. Gestiscono capitali di terzi con una strategia definita: stadio, settori, area geografica e importo medio per operazione. Hanno processi più lunghi e un comitato investimenti che approva le operazioni.
  • Corporate venture capital. Grandi aziende che investono in startup vicine al proprio business. Possono aprire canali commerciali importanti, ma talvolta chiedono diritti che limitano i rapporti con i loro concorrenti.
  • Family office. Strutture che gestiscono il patrimonio di famiglie imprenditoriali; alcuni investono direttamente in startup, di solito affiancando un fondo.
  • Acceleratori. Offrono un programma di qualche mese e un piccolo investimento in cambio di una quota; sono spesso la porta d'ingresso verso business angel e fondi.
  • Piattaforme di equity crowdfunding. Permettono di raccogliere da molti investitori, anche non professionali, tramite portali autorizzati da Consob.

Un fondo che investe solo in Series A non valuterà un pre-seed, per quanto brillante. Il primo filtro, quindi, è lo stadio.

Come costruire la lista

Per un seed una buona lista conta tra 40 e 100 nomi, ciascuno con la sua priorità. I passaggi sono questi:

  1. Parti dai round comparabili. Cerca startup del tuo settore e del tuo stadio che hanno raccolto negli ultimi 12–24 mesi e annota chi ha investito. È il segnale più affidabile di interesse reale.
  2. Verifica la strategia del fondo. Sito, tesi di investimento, importi tipici e portafoglio recente: un fondo che ha appena investito in un tuo concorrente diretto difficilmente investirà anche in te.
  3. Controlla il ciclo del fondo. Un fondo che ha raccolto da poco ha capitale da investire; uno a fine periodo di investimento destina le risorse residue ai reinvestimenti nelle società già in portafoglio.
  4. Individua la persona giusta. Nei fondi conviene rivolgersi al partner o all'investment manager che segue il tuo settore, non all'indirizzo generico.
  5. Mappa i contatti in comune. Fondatori finanziati dallo stesso investitore, consulenti, docenti, altri business angel: sono i canali per una presentazione.

Tieni tutto in un foglio di calcolo o in un CRM con colonne semplici: nome, tipo, importo tipico, stadio, contatto in comune, data del primo contatto, stato, prossimo passo.

Come contattarli

La presentazione tramite un contatto comune

È il canale più efficace. Rendi facile il lavoro a chi ti presenta: invia una breve email che possa inoltrare così com'è, con tre o quattro righe sulla startup, i risultati principali e l'importo che stai raccogliendo, con il deck allegato o condiviso tramite link.

Il contatto diretto

Funziona meno spesso, ma funziona, soprattutto con i fondi che dichiarano di valutare le candidature spontanee. Un messaggio efficace è breve e specifico:

  • una frase su cosa fa la startup e per chi;
  • due o tre numeri che dimostrano trazione;
  • il motivo per cui scrivi proprio a quell'investitore (un investimento affine, la sua tesi dichiarata);
  • l'importo e lo stadio del round;
  • una richiesta chiara, per esempio una videochiamata di 30 minuti.

Eventi, programmi e piattaforme

Demo day di acceleratori, sessioni di presentazione delle reti di business angel ed eventi di settore servono a incontrare più investitori in poco tempo. Rendono di più se prima hai studiato chi partecipa e hai chiesto un incontro in anticipo.

Come gestire la raccolta

  • Concentra gli incontri. Pianificare i primi colloqui in poche settimane crea slancio e permette di confrontare le offerte.
  • Cerca un lead. Molti investitori aspettano che qualcuno fissi le condizioni. Trovare il lead investor è la priorità; gli altri tendono a seguire.
  • Rispondi in fretta. Documenti e dati richiesti dopo un incontro vanno inviati entro pochi giorni.
  • Chiedi feedback sui rifiuti. Un no motivato indica cosa migliorare; tieni aggiornato anche chi ha rifiutato, perché potrebbe tornare al round successivo.
  • Fai anche tu le tue verifiche. Parla con fondatori già finanziati da quell'investitore, compresi quelli le cui startup non sono andate bene.

Errori comuni

  • Scrivere a investitori non pertinenti. Stadio, settore o area geografica sbagliati fanno perdere tempo a entrambi.
  • Email lunghe e generiche. Chi riceve decine di proposte a settimana decide in pochi secondi se approfondire.
  • Chiedere la firma di un accordo di riservatezza prima del primo incontro. Quasi nessun investitore lo firma a questo stadio.
  • Dare per acquisito un interesse vago. Un «ci teniamo in contatto» non è un impegno; finché non c'è un term sheet la raccolta non è chiusa.
  • Accettare denaro da chiunque. Un socio sbagliato resta nella compagine per anni e può ostacolare i round successivi.

Trova gli investitori su M63

La directory degli investitori mostra per ciascun business angel e fondo i round a cui ha partecipato, gli stadi e i settori preferiti. Per partire dai casi comparabili, filtra le startup per categoria e consulta l'elenco di tutti i round. Se noti un'informazione mancante o errata, puoi segnalarla dalla pagina Contribuisci.