Come funziona il funding di una startup in Italia
Le fasi di finanziamento di una startup italiana, dal pre-seed all'exit: cosa sono i round, come si fissa la valutazione e chi sono gli investitori.
Una startup si finanzia per fasi successive (round), raccogliendo capitale via via che cresce e ha bisogno di risorse maggiori. A ogni round vende una quota della società (equity) a investitori in cambio di liquidità.
Le fasi del finanziamento
- Pre-seed — il primissimo capitale, per validare l'idea e costruire un prototipo. In Italia di norma da poche decine a qualche centinaio di migliaia di euro, spesso da founder, business angel e acceleratori.
- Seed — serve a trasformare un prodotto validato nei primi ricavi. Importi tipici da qualche centinaio di migliaia fino a 1–3 milioni di euro.
- Series A — il primo round istituzionale rilevante, per scalare un modello già validato. In Italia tipicamente da 3 a oltre 15 milioni.
- Series B, C e oltre — round di crescita, importi crescenti, per espandersi su nuovi mercati.
- Exit — acquisizione o quotazione: il momento in cui investitori e founder monetizzano.
Valutazione e diluizione
Ogni round avviene a una certa valutazione. La valutazione pre-money è il valore prima dell'investimento; la post-money è la pre-money più il capitale raccolto. Il rapporto tra capitale raccolto e post-money determina la quota ceduta — e quindi la diluizione dei soci esistenti, tracciata nella cap table.
Chi investe
Le startup italiane raccolgono da business angel, fondi di venture capital, acceleratori, corporate e — sempre più — tramite equity crowdfunding. Su M63 trovi gli investitori attivi con il loro portfolio.
I dati aggiornati
Tutti i round annunciati dalle startup italiane sono aggregati nel Funding Report, aggiornato ogni settimana: totale raccolto, numero di round, startup finanziate e investitori più attivi, anno per anno.