Lock-up

Anche detto: clausola di lock-up, periodo di lock-up, intrasferibilità delle quote.

Il lock-up è l'impegno a non vendere le proprie azioni o quote per un periodo stabilito: nei round privati vincola i founder, nelle IPO evita vendite massicce subito dopo la quotazione.

Nei round di venture capital riguarda soprattutto i founder: chi investe punta sul team e chiede che i founder non cedano le proprie quote per un certo periodo, di solito 3–5 anni o fino all'exit. In genere sono ammesse alcune eccezioni, come il trasferimento a una holding controllata dal founder, e la clausola si affianca spesso al vesting.

Nelle IPO gli azionisti esistenti (founder, manager, fondi) si impegnano con le banche del collocamento a non vendere per un certo periodo dopo la quotazione, di solito tra 6 e 12 mesi, per non mettere sotto pressione il prezzo del titolo.

In una SRL l'intrasferibilità delle quote può essere prevista dallo statuto (art. 2469 c.c.). In questo caso il socio ha diritto di recedere, ma l'atto costitutivo può escludere il recesso per un periodo non superiore a due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione della quota. Vincoli più lunghi si inseriscono di norma nei patti parasociali, che però obbligano solo chi li firma.

Un caso concreto: in un round seed i due founder si impegnano a non vendere per 36 mesi. Se uno dei due cedesse la propria quota prima della scadenza, gli investitori potrebbero chiedere il risarcimento del danno e l'eventuale penale prevista dal patto.