Proprietà intellettuale

Anche detto: PI, IP, intellectual property, proprietà industriale, brevetti e marchi.

La proprietà intellettuale è l'insieme dei diritti esclusivi sulle creazioni dell'ingegno, come invenzioni, software, marchi, design e know-how, che consentono a un'impresa di proteggerle e sfruttarle economicamente.

Per una startup gli strumenti di tutela principali sono:

  • brevetto: protegge per un massimo di 20 anni un'invenzione nuova, inventiva e suscettibile di applicazione industriale; in Italia si deposita all'Ufficio italiano brevetti e marchi (UIBM), a livello europeo all'Ufficio europeo dei brevetti;
  • marchio: protegge nome e logo, a livello nazionale o dell'Unione europea;
  • diritto d'autore sul software: nasce con la creazione del codice; la registrazione nel registro pubblico speciale tenuto dalla SIAE ne attesta data e titolarità;
  • segreti commerciali e know-how, tutelati con accordi di riservatezza e misure organizzative adeguate.

Brevetti e software registrati contano anche sul piano normativo: sono tra i requisiti alternativi per ottenere la qualifica di startup innovativa.

Il punto più delicato è la titolarità. Il codice scritto da un founder prima della costituzione, da un freelance o all'interno di un'università non appartiene automaticamente alla società: servono contratti di cessione o di licenza. È una delle prime verifiche della due diligence, e un problema scoperto a ridosso del closing può far saltare un round. Per redigere questi contratti conviene affidarsi a un avvocato o a un consulente in proprietà industriale.