Deep tech

Anche detto: deeptech, tecnologie di frontiera, startup deep tech.

Il deep tech comprende le startup che sviluppano prodotti basati su scoperte scientifiche o innovazioni ingegneristiche avanzate, con lunghi tempi di ricerca e sviluppo, forte fabbisogno di capitale e una proprietà intellettuale difficile da replicare.

Rientrano nel deep tech ambiti come biotecnologie e scienze della vita, nuovi materiali, semiconduttori, calcolo quantistico, spazio, robotica avanzata, fusione e nuove tecnologie energetiche, oltre all'intelligenza artificiale quando si fonda su ricerca originale e non solo sull'uso di modelli esistenti.

Rispetto a una startup di software, una startup deep tech ha un profilo diverso:

  • rischio tecnologico prima ancora che di mercato: bisogna dimostrare che la tecnologia funziona;
  • tempi lunghi prima dei primi ricavi, spesso scanditi dai livelli di maturità tecnologica (TRL);
  • maggiore fabbisogno di capitale per laboratori, prototipi e certificazioni;
  • ruolo centrale della proprietà intellettuale come barriera all'ingresso.

Per questo il finanziamento combina capitale di rischio e risorse pubbliche: contributi a fondo perduto nazionali ed europei (come l'EIC Accelerator), fondi specializzati e investitori corporate.

Molte startup deep tech italiane nascono come spin-off di università e centri di ricerca, e si possono esplorare per settore nelle categorie di M63.